Drive


Driver (non ha un nome) ha più di un lavoro. È un esperto meccanico in una piccola officina. Fa lo stuntmen per riprese automobilistiche e accompagna rapinatori sul luogo del delitto garantendo loro una fuga a tempo di record. Ora Driver avrebbe anche una nuova opportunità : correre in circuiti professionistici. Ma le cose vanno diversamente. Driver conosce e si innamora di Irene, una vicina di casa, e diventa amico di suo figlio Benicio. Irene però è sposata e quando il marito, Standard, esce dal carcere la situazione precipita. Perché Standard ha dei debiti con dei criminali i quali minacciano la sua famiglia. Driver decide allora di fargli da autista per il colpo che dovrebbe sistemare la situazione. Le cose però non vanno come previsto.

Pubblicato il 01/10/2011, in Recensioni con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 17 commenti.

  1. Per me, il miglior film dell’anno. Mi ha folgorato. Perfetta la regia, la fotografia, per non parlare della colonna sonora e delle ottime interpretazioni di Gosling e della Mulligan. Stra-consigliato. Di Refn, prima di questo film, non avevo mai sentito parlare. Adesso, in compenso, sto scoprendo la sua filmografia in modo da capire al meglio il suo punto di vista da regista.

  2. Io potevo vederlo al cinema! Ma è andata che me lo procurerò in dvd!

  3. E dire che l’incontro tra l’interprete Refn (anche autore) ed il regista Gosling all’inizio era stato deludente. Mentre erano in macchina (Refn accompagnava Gosling a casa) per spezzare l’imbarazzante silenzio, il primo accese la radio ed Improvisamente passò un brano, “Can’t Fight This Feeling” dei Reo Speedwagen.
    Il regista iniziò a piangere e cantare,,,,
    – “Ho trovato la chiave del film!!”
    Condivido il giudizio di Chiara. Bellissimo film, un perfetto mix di romanticismo e violentza.
    Straordinaria la collonna sonora (vera chiave del film)

  4. Questo è il secondo film….dopo “This must be the place” di Sorrentino…che tutti stavamo aspettando. Tante parole sono state spese per questi due film ancor prima che uscissero, la più gettonata è stata “Cult” assieme a “capolavoro”. Secondo me, siamo tutti alla ricerca di un altro film memorabile da amare…questa è l’unica spiegazione che riesco a trovare.
    Personalmente sono rimasto deluso da questo film… Se da un lato concordo con Chiara e Patrizia in merito alla perfezione di fotografia, regia e ost, dall’altro non posso che rimanere irritato dal resto. Già perché la storia di questo film è di una banalità immane per non parlare del fatto che poco o niente sia originale. Lui fa l’autista nelle rapine con la particolarità del tempo limitato come regola etc. etc? Già visto in “The trasporter” con Jason Statham. Un protagonista a volte alienato come De Niro di “Taxi driver”, solo e taciturno. Che poi non vorrei nemmeno essere troppo critico ma con tutte queste premesse e “citazioni” una storia più accattivante no?
    Ottima la confezione, scarso il contenuto.

  5. Riguardo ai contenuti dei film, nessuno inventa niente Alex (questo succede anche nella musica, senti un motivo rock/pop e ti viene in mente un accordo classico già sentito )..Ogni regista deve trovare la “chiave giusta”, un modo personale ed accattivante nel raccontare la storia e non è facile tenere lo spettatore incollato alla sedia sino alla fine del film.. Drive è venuto incontro ai miei gusti.
    PS: E’ la prima volta che frequento un Blog e devo ammettere che mi piace molto. Siete stati molto, ma molto bravi!!!!

  6. Grazie Patrizia effettivamente la struttura del bolg risulta molto più funzionale per i nostri scopi. Concordo assolutamente sul discorso che nessuno inventa niente, anche se a volte qualcuno riesce ancora a sorprenderci. Quello che non riesco a tollerare più è la presenza di questi film “furbi”. Secondo il mio personale gusto un film del genere è una trappola visiva, nel senso che mi tieni attaccato alla poltrona fino alla fine con inquadrature studiate, fotografia eccezionale e musiche in linea col resto e tutto questo per raccontarmi una storia che ho già sentito raccontare mille volte? Alla fine tutti parlano della scena dell’ascensore perchè è la più bella. Ho sentito persone dire “Un film violentissimo”….basta il mio nome per capire quanto sia in disaccordo con quest ultima affermazione. La struttura di questo film ha un potenziale enorme ma ripeto, secondo me il contenuto non è dei migliori. Ovviamente secondo il mio personale gusto.

  7. Riguardo alla violenza, io metterei la foto di Funny Games (ma l’originale del regista Michael Haneke, ogni remake per me è una minestra riscaldata!). Pura e spietata violenza.
    Adesso inizio a navigare un po’ nel blog, tanto per prendere confidenza🙂

  8. Ok dai uno sguardo anche ai menu in alto, ci sono diverse info importanti. E’ un piacere averti fra noi😉

  9. Mi incuriosisce, più che altro per il gran parlare che ce n’è stato dopo l’uscita in sala. Diciamo che non sentivo l’urgenza di vederlo al cinema. L’ultimo con Gosling visto è stato Lars e una Ragazza tutta sua, caruccio!

    PS il blog è tremilavolte meglio della pagina su FB😉

  10. A volte non è importante quel che si dice ma il come, ed è quel che accade all’affascinante “Drive” dell’interessante regista danese Nicolas Winding Refn, in rapida ascesa soprattutto negli ultimi anni, culminata con la Palma d’Oro per la Miglior Regia (questa!) all’ultimo Festival di Cannes. Ebbene, dicevo, il soggetto di questa pellicola è facilmente riconducibile ad un canovaccio western. C’è un personaggio dal passato misterioso che naviga a cavallo tra crimine e passione (quella per le auto), e che vorrebbe trovare un modo per affrancarsi definitivamente dalle pieghe di quella vita. Quando incontra una donna che sembra potergli fornire la serenità che sta cercando, tutto si ingarbuglia e…
    Dunque niente di nuovo sotto l’aspetto della storia. E magari dal titolo ci si aspetterebbe anche un film adrenalinico alla “Fast&Furious”. Ma il modo in cui è raccontato vale assolutamente il prezzo del biglietto! A partire dalle sequenze iniziali, con le riprese dall’alto di una Los Angeles notturna animata dalle tante luci e dal tranquillo traffico serale, con la camera che segue da lontano il nostro alla guida del suo bolide. Il tutto mentre scorrono i titoli di testa di un colore rosa shocking che riporta, assieme all’adattissimo sottofondo di “Nightcall” di Kavinsky (www.youtube.com/watch?v=MV_3Dpw-BRY), alle atmosfere ovattate di certa filmografia noir degli anni ’80 e, perchè no, all’apertura del mitico “Taxi Driver”. Scene il cui fascino è amplificato dalla straordinaria fotografia di Newton Thomas Sigel, capace di eguagliare in bellezza le meravigliose panoramiche in digitale dell’incipit di “Collateral”. Non c’è che dire, “Drive” tecnicamente si presenta bene, e si conferma fino in fondo. Per non parlare ancora della già citata scena dell’ascensore (per l’inferno)!
    Ma il vero mattatore della pellicola è lo straordinario Ryan Gosling, autentico catalizzatore visivo, che da vita a un personaggio con carisma da supereroe alternativo (ha anche una sua divisa, un giubbotto con uno scorpione dorato impresso sulle spalle), inquietante e rassicurante allo stesso tempo, paladino della purezza, cui anela e che è in grado di riconoscere e proteggere, ma irrimediabilmente compromesso da un passato che riusciamo solo ad intuire, fatto di violenza e privo di compromessi. Un vero eroe, come suggerisce a più riprese il brano “A Real Hero” dei College (http://www.youtube.com/watch?v=-DSVDcw6iW8).
    L’attore canadese interpreta un essere senza nome, dalla doppia vita, freddo e spietato, ma non cinico, arricchito da un volto quasi inespressivo, sempre controllato, persino negli inquietanti frangenti di maggior efferatezza, ipnotico. La calma apparente che ne contraddistingue le movenze gli attribuisce un fascino quasi mitologico, che allo sguardo dello spettatore si concretizza definitivamente nel consapevole sacrificio finale. E nelle scene in auto Driver da la sensazione di essere uno sponsor della sicurezza stradale, tali sono la padronanza, la perizia e la prudenza con cui domina le situazioni, quasi come se lui e il suo bolide fossero una cosa unica. A mio giudizio un’interpretazione da Oscar!
    Positive anche quelle del resto dell’azzeccatissimo cast, con una Carey Mulligan molto dolce e carina, Bryan Cranston nei convincenti panni del vecchio amico e mentore, e due cattivi del calibro di Albert Brooks e Ron Perlman.
    In conclusione, se la storia non è proprio originale, la confezione è di quelle da tenere anche lo spettatore meno coinvolto attaccato allo schermo fino all’ultimo rigo dei titoli di coda, come il grande Cinema vuole. Da vedere, rigorosamente sul grande schermo!!
    Voto: 8,5.

  11. La storia della rana e dello scorpione:
    “Una rana stava serenamente sguazzando in un fiume quando ad una sponda si avvicinò uno scorpione.
    “Devo passare dall’altra parte” disse, “ma non so come fare, io non so nuotare e se provo affogherò. Tu potresti aiutarmi trasportandomi sul tuo dorso, te ne sarei molto grato”.
    La rana perplessa rispose: “Ma se io ti lascio salire sul mio dorso tu potresti pungermi ed uccidermi!”.
    Lo scorpione rassicurò la rana: “Non ti preoccupare, perché dovrei farlo? Se ti pungessi morirei anch’io, perché affogheremmo entrambi nel fondo”.
    La rana si sentì rassicurata dalle spiegazioni dello scorpione e lo fece salire. Quando furono a metà del fiume, lo scorpione punse la rana. La rana, stupita dal gesto dello scorpione, mentre stava affondando insieme a lui trovò la forza di chiedergli:
    “Ma perché l’hai fatto? Adesso moriremo entrambi”
    Lo scorpione rispose “Non ho potuto farne a meno, sono uno scorpione ed e’ questa la mia natura”.
    Il senso finale di questa storiella si snoda per tutto il film, in forme più o meno evidenti — non è del tutto un caso il simbolo dell’oramai famoso giubbino del protagonista.
    Refn è sempre bravo ad imprigionare catastrofi.

  12. Esatto, Alex, esatto!

  13. Come ha detto giustamente Domenico questo era uno dei film più attesi del 2011: ne aggiungerei uno, sempre “cannense”, e cioè “The tree of life”. Per due delle tre pellicole, quelle di Refn e Malick, si trattava (per il sottoscritto) del primo approccio a questi registi, di cui fino ad allora avevo solo letto e sentito parlare. Sorrentino invece è sempre il mio regista italiano contemporaneo preferito. Ma ecco che le aspettative, alte per l’intero trittico, hanno avuto esiti molto diversi: bocciato “The tree of life”, non più di discreto “This must be the place” e ottimo “Drive” (ora m’aspetto un Domenico scorpionato che mi butta hanekianamente fuori dal blog…). D’altronde quando esci dalla sala con alcune sequenze ben impresse nella mente lo scopo è raggiunto, se non succede è naturale ci si trovi delusi come Domenico. Davvero eccellente il cast (anche gli attori secondari, tra i quali ricorderei B. Cranston), anche se continuo ad avere una piccola riserva sulla versatilità di Gosling e Mulligan: ben inteso non in questa pellicola (e nemmeno in “Le idi di marzo”), ma trovo che, più per lei che per lui, i ruoli scelti siano spesso dello stesso tipo, e di conseguenza pure l’interpretazione. Ad es Gosling, che mi era piaciuto molto in “Il caso T. Crawford”, non mi aveva convinto in “Le pagine della nostra vita”. Ma ho ancora alcuni tasselli mancanti nelle rispettive filmografie per poter dare un giudizio complessivo. Ora approfitto del link di Pasquale per riascoltarmi la magnifica “A real hero”. Ciao!

  14. Eh sì, infatti questo non l’ho ancora visto. Ma della scena con l’esibizione canora ne ho visto un pezzo in tv ed è vero, canta piuttosto bene🙂

  1. Pingback: “Le idi di marzo”, di G. Clooney (2011) « Film che Passione!!!!

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