Archivi giornalieri: 07/10/2011

Trainspotting


“Provate a immaginare l’orgasmo più bello della vostra vita, moltiplicatelo per mille, e capirete cosa vuol dire farsi di eroina”

“Non odio gli inglesi. Sono solo delle mezze seghe, E noi siamo stati colonizzati da delle mezze seghe. Non abbiamo saputo neanche sceglierci una cultura decente da cui farci colonizzare”

Edimburgo: l’eroinomane Mark Renton (Ewan McGregor) e i suoi amici, il mite Spud (Ewen Bremner) e lo sbruffone Sick Boy (Jonny Lee Miller), passano il tempo a fare finta di cercare un lavoro e di disintossicarsi, ma anche a correre dietro alle ragazze. Finchè il loro amico Begbie (Robert Carlyle), un buzzurro psicopatico che non si droga, li coinvolgerà nel colpo della vita: che riuscirà, ma sarà la fine della loro (si fa per dire) amicizia.
Trainspotting ha l’ambizione di essere un film amorale che mostra cosa ci sia di tanto eccitante nel bucarsi e vivere in mezzo all’immondizia. E mai si è vista l’autodistruzione messa in scena con stile tanto travolgente e con un umorismo così acre. Tra eccessi scatologici, sessuali e alcolici, il ritratto compiaciuto e cinico di una generazione che non ha più bandiere né miti ribellistici, ma cerca solo di sfruttare la società borghese, pronta nel caso a reintegrarsi.
Sconcertante e, per molti stomachi, rivoltante, ma con una grande forza di racconto e la capacità di instillare un paio di dubbi nello spettatore.
Colonna sonora ruffianissima e bellissima insieme, con Perfect Day di Lou Reed a illustrare un trip, e Iggy Pop, Blur, Leftfield, Underworld ed Elastica a manetta!!!) e dialoghi irresistibili sulla scozzesità.
Tratto dal best seller di Irvine Welsh (che compare nella parte di Mickey) adattato da John Hodge. Il team (compreso il fotografo Brian Tufano) è lo stesso di Piccoli Omicidi fra Amici.
Il titolo significa “guardare ossessivamente i treni passare”.

Link Megavideo: http://www.megavideo.com/?v=1AW1YLJ4

Jackie Brown


 

“Six players on the trail of a half a million in Cash. There’s only one question… Who’s playing who”?

[Tagline del film]

La hostess Jackie Brown (Pam Grier), che arrotonda lo stipendio facendo il corriere di denaro sporco, riesce a districarsi tra il suo capo Ordell (Samuel Jackson), che la vuole morta, e la polizia, che vuole Ordell…
Atteso al varco dopo Pulp Fiction, Tarantino sta sulla difensiva, rischia poco (adatta un romanzo di Elmore Leonard), rinuncia ai suoi marchi di fabbrica e si diverte a descrivere i personaggi (aiutato in ciò da un cast super eccezionale, tra riscoperte cinefile come Pam Grier, regina incontrastata dei film blaxploitation, e star che accettano parti di contorno), coinvolgendo lo spettatore in un ritmo sinuoso e rilassato, con molta musica (The Delfonics da mettere in grassetto) e pause nell’azione. E trasmettendo una visione del mondo da noir d’altri tempi, cinica e romantica, che forse da lui non ci si aspettava.

Uno dei bellissimi brani tratti dalla Soundtrack: Didn’t I (Blow Your Mind This Time)/ the Delfonics

Link Megavideo: http://www.megavideo.com/?d=KFHC4OT9

Fratello, dove sei?


 

Nei titoli viene spiegato che l’ispirazione è l’ Odissea. Tre galeotti (ma erano dentro per piccole cose) evadono. Sono Ulisse Everett (Clooney), Delmar (Nelson) e Pete (Turturro), incontrano un vecchio cieco che prevede che la loro ricerca (un bottino nascosto) finirà quando vedranno una mucca su un tetto. Incontrano un gruppo di fedeli che si battezzano in un fiume; un nero che ha venduto l’anima al diavolo per suonare la chitarra; poi incidono una canzone – cantano benissimo – su un disco rudimentale. Partecipano a una rapina col gangster pazzo Faccia d’angelo, si fanno derubare da un venditore di bibbie. Sconvolgono una manifestazione del Ku Klux Klan. Cedono alla seduzione di tre sirene canterine. Sono coinvolti nella campagna elettorale del solito disonesto politicante. Alla fine Ulisse ritrova l’ex moglie, Penelope (e le sei figlie), che si stava sposando con un altro… uno dei Proci. Vengono ripresi dalle guardie che li hanno sempre inseguiti, stanno per essere impiccati, ma si salvano perchè la valle viene sommersa dal fiume, per via di una centrale elettrica che tutto trasformerà. Ed ecco la famosa mucca sul tetto. Nel frattempo erano all’oscuro dell’enorme successo del loro disco: I’m A Man of Constant Sorrow. Sì, va tutto a posto. E così il chiacchierone Ulisse-Clooney ha spiegato l’America della depressione, la vita, la speranza, la stupidità, e anche l’essenza, che forse è semplicemente una bella famiglia, magari con qualche amico sincero.

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