L’Uomo In Più


Napoli, anni Ottanta: le decadenze parallele del cantante Tony Pisapia (Toni Servillo), cui piacciono troppo la coca e le ragazzine, e dello stopper Antonio Pisapia (Andrea Renzi), che dopo essere stato azzoppato cerca invano di diventare un allenatore.
Le due storie sono legate da parallelismi semi-fantastici e da sottolineature simboliche alla Kieslowski, a volte ridondanti (a cominciare dall’omonimia dei personaggi). E’ una delle contraddizioni di un film che cerca di tessere l’elogio dei perdenti e di raccontare una realtà sfaccettata e sordida, spesso riuscendoci. Notevole sfoggio stilistico da parte dell’esordiente regista-sceneggiatore. Fotografia di Pasquale Mari. La vicenda del calciatore sembra echeggiare quella del povero Agostino Di Barlolomei.

Pubblicato il 13/10/2011, in Recensioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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