Offside (da Patrizia Cimino)


di Patrizia Cimino

Offside – (2006) Jafar Panahi
Nel giorno della partita di qualificazione per i Mondiali di calcio fra Iran e Bahrain, una ragazza cerca di mimetizzarsi in mezzo a un pullman di tifosi per riuscire ad entrare allo stadio, dove le iraniane non sono ammesse per questioni di buoncostume. Dopo aver acquistato a caro prezzo u…n biglietto da un bagarino, la ragazza osserva le varie strategie adottate dalle tante altre donne presenti per riuscire a eludere la sicurezza. Solo che, una volta varcati i cancelli, viene presa dal panico e riconosciuta dai militari che la conducono in una zona di detenzione situata nell’ultimo anello dello stadio, dove anche altre ragazze smascherate sono in attesa di essere prelevate dalla polizia….
Il film di Panahi esce dopo 5 anni dalla realizzazione. Per girarlo il regista ha dovuto consegnare una sceneggiatura falsa, fare riprese di nascosto, comportarsi proprio come le protagoniste della storia. Panahi è segregato dal 2010, con il divieto di lavorare e rilasciare interviste per i prossimi vent’anni. Tutti i Festival più importanti nella giuria gli riservano una sedia vuota.
E’ un piccolo film ma bello, lo consiglio vivamente. Panahi decise di raccontare questa storia la volta in cui, applicando una legge non scritta, i militari in servizio a uno stadio impedirono a sua figlia di entrare. I motivi del divieto sono riconducibili alle spiegazioni che danno i militari alle ragazze “Non potete sedervi a fianco degli uomini”, ” Là dentro si impreca, non potete ascoltare”, “Cosa potete capirne?”.
L’obiezione di una di loro è : ” Ma quando venne a giocare il Giappone lasciaste entrare le giapponesi. Dunque la mia maledizione non è essere donna, ma donna iraniana”.
Emblematica la scena delle ragazze chiuse in un recinto da un ufficiale che, non a caso, parla del bestiame di cui si occupava da civile.
Il finale può sembrare ingenuo, ma con la fantasia e la speranza si può oltrepassare la dura realtà.
Orso d’argento al 56° Festival di Berlino

Una delle ragazze vuole assistere alla partita per un motivo particolare: un suo amico era morto, nella calca impazzita scatenata da un intervento militare dopo il match con il Giappone. La citazione dell’episodio non è casuale : i morti, si disse, furono 7. Nelle fotografie ufficiali :6. L’assente sarebbe stata una ragazza. Invisibile.

Pubblicato il 29/10/2011, in Recensioni con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Il regista, in passato e per lo stesso motivo era già stato arrestato ma poi rilasciato, per questo film però è stato condannato a sei anni di reclusione e venti di inattività….
    Questo è un gran bel film, perchè riesce nonostante l’importanza dei temi trattati a mantenere un profilo leggero, quasi spensierato raccontando allo stesso tempo una realtà che sembra quasi inevitabile. Lo straconsiglio!!!!!

  2. Povero Jafar Panahi, dura vita per i registi iraniani e per il loro cinema. Panahi poi ha uno stile personale e semplice al tempo stesso, lo lo scoprì con Il Palloncino Bianco, bellissimo. In seguito vidi Oro Rosso, altro stupendo film e adesso ho in serbo di vedermi Lo Specchio e Offside. Terrò quindi in stretta considerazione le tue parole, Patrizia, grazie!

  3. Ciao Patrizia…lo guardo il prima possibile e ti dirò la mia….me lo sono già procurato!!!

  4. Speriamo nella primavera araba!!!
    Son contenta che abbiate apprezzato il film🙂

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