La SIAE chiede 450 euro a trimestre per pubblicare circa 30 trailer!!!


La Siae chiede soldi per mettere trailer online – Come e perché

Insulti sul profilo dell’Ente per il diritto d’autore

MILANO – Newsletter e blog si sono già mobilitati: «È un altro attacco alla liberta del web». Per la Siae, invece, è una «regola da sempre contenuta nella legge italiana e nei trattati internazionali», ma mai applicata. Si tratta del diritto d’autore da versare anche solo per la trasmissione di trailer cinematografici che includono musica. In questi giorni la Siae ha invitato numerosi siti di trailer a carattere commerciale a regolarizzare la propria posizione. «Nell’interesse di tutta la filiera cinematografica (incluse le riviste on line che si dedicano all’audiovisivo) – si legge sul sito della Società degli Autori e degli editori – è importante diffondere la cultura del rispetto dei diritti degli autori anche su Internet. I magazine e i blog cinematografici on line e gli altri siti aumentano la loro attrattività verso gli utenti (e quindi verso gli inserzionisti pubblicitari) arricchendo con i trailer e con la musica in genere i loro contenuti».

LA NORMA – Sul sito della Siae è possibile recuperare le norme che regolano la questione: «Qualunque utilizzazione di un’opera cinematografica o assimilata su rete telematica deve essere autorizzata dal titolare del diritto, che in genere è il produttore o chi ha acquisito da lui i diritti in base ad un contratto. (…) Oltre ad avere l’autorizzazione del produttore cinematografico o audiovisivo, l’utilizzatore deve anche corrispondere l’equo compenso a favore degli autori di opere cinematografiche ed assimilate (regista, soggettista e sceneggiatore), da negoziare con la SIAE (artt. 46bis e 18bis della L.d.A. n. 633/1941 e successive modificazioni)». Regole che, nell’interpretazione di chi ha il compito di far rispettare il copyright, vanno estese anche alle licenze per l’uso della colonna sonora trasmesse assieme ai trailer.

SOLDI E RETE – Per chi invece coltiva l’idea anarchica di una Rete indipedente, il denaro online è anche più «vile» che nella realtà. Sul web sbocciano ovunque proteste, lamentele, battute e commenti ironici. Il più divertente è il gruppo di Facebook Non canto sotto la doccia per paura della Siae. Ma ci sono anche minacciose offese e maledizioni inviate agli esattori dei diritti ed estese alle loro discendenze. Basta scorrere i molti commenti al comunicato pubblicato dalla società degli autori sui social network. Ma Internet è bello perché vario, e non mancano le proteste garbate di chi argomenta sul merito. Come il sito Corriereinformazione.it, che prova a fare due conti: «450 euro a trimestre per un totale di 1800 euro annuali con la limitazione di pubblicare solo 30 trailer complessivi». Secondo Punto Informatico, la Siae confonde l’opera cinematografica, di cui parla la legge, con la pubblicità: «Sembrerebbe considerare i trailer, che altro non sono che le pubblicità che devono invogliare il pubblico ad andare al cinema, un’opera cinematografica, in quanto tale da tutelare e da non far circolare gratuitamente». Alcune testate online specializzate, come Fantascienza.com e come tutte le testate online del gruppo Delos Books, hanno deciso di sospendere la trasmissione dei video: «Siamo convinti – si legge nella schermata che appare nella sezione video – che pagare 1800 euro all’anno per avere il privilegio di fare pubblicità gratuita ai clienti della Siae non abbia nessuna logica né nessuna possibile utilità. Spegniamo quindi il nostro servizio video fin quando la Siae se non rivedrà le proprie norme». Infine Badtaste, sito di informazione cinematografico che parla di una sorta di persecuzione: «Oggi abbiamo scoperto un’ulteriore esasperazione del diritto d’autore – si legge su una pagina dedicata all’argomento -, che ormai più che difendere gli artisti sembra servire per rendere la vita difficile a chi lavora, arricchendo organizzazioni che non sembrano molto al passo con i tempi…».

Antonio Castaldo
corriere.it

Luca Miniero regista di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord:

”A me sembra una follia. Non è possibile confondere gli obiettivi promozionali con lo sfruttamento dei diritti. E come sempre la Siae, alla quale siamo tutti iscritti, si preoccupa di inviare la rivista e mai una informazione importante sulle decisioni che sta prendendo. Di certo una decisione che dovesse essere seguita danneggerebbe tutto il sistema promozionale del cinema, con maggiori problemi con i film che hanno meno soldi. Aggiungo poi che, anche se involontariamente, questa scelta sembra appartenere alla medesima mentalità che cerca di mettere sotto attacco il web, per limitarne le potenzialità”.


La produttrice Federica Lucisano
:

”Ignobile a dir poco. Non tutela il diritto d’autore (si scarica gratis tutto) e fanno pagare il trailer? Oltre il danno la beffa! Vergogna!”

Il regista e sceneggiatore Paolo Virzì:

“Voglio pensare che sia solo una distorsione giornalistica. Altrimenti sarebbe un’iniziativa più insensata che goffa. Dimostrerebbe di esser stata concepita da chi non ha idea di cosa sia la Rete. E finirebbe suo malgrado per danneggiare la circolazione e la promozione dei film”.


Massimo Boldi
:

”La tassa che la SIAE vuole applicare sui trailer dei film è ingiusta e non costituzionale, capisco che internet è diventato un inferno per tutti dove non ci sono regole e chiunque può metter bocca dicendo qualsiasi cosa le passi per la testa, ma chi ci lavora con internet non può essere penalizzato e messo alla pari con qualsiasi capace di metter le mani sulla tastiera. Perchè invece la SIAE non fa un accordo con le agenzie e le major e perseguiti invece chi fa abuso della musica e dei diritti d’autore con pene al limite della denuncia penale. (…) Speriamo che si possa trovare un accordo e regolamentare così il problema, perchè poi il problema c’è, anche se non si vede”.

Non sappiamo ancora con sicurezza cosa succederà e se il numero dei trailer da mettere online sarà limitata (per la Siae ora il pagamento dovrebbe essere di 450 euro a trimestre per pubblicare circa 30 trailer!!!

I trailer servono per promuovere film, per essere informati sulle nuove uscite e per creare una comunity più consapevole.

Che fine faranno siti come il nostro? Non si correrà il rischio di monopolizzare anche questa forma di informazione?

Cosa ne pensate?

Pubblicato il 30/10/2011 su Sondaggi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Semplicemente vergognoso!!! ma ci perderanno solo loro, come potranno gli utenti scrgliere che film guardare? Certo al cinema fanno vedere pure i trailer…e sono sicura che la maggior parte degli italiani non se ne accorgerà nemmeno…che amarezza, scompariranno gli appassionati? si adatteranno? io personalmente….non ci sto!!!

  2. E’ davvero triste vedere come la cultura sia sompre meno alla portata dei giovani e anco meno sinonimo di nuovo. Io capisco quanto sia di importanza vitale per gli addetti ai lavori cinematografici guadagnare ma non riesco a comprendere come le case di produzione ancora, non si siano resi conto che il web…è fatto da persone. Un domani avranno parola anche i grafici e via le locandine, cosi i poveri ragazzi saranno costretti a conoscere solo ciò che la televisione gli proporrà…o qualche sito abbastanza ricco o arricchito…pronto a favorire la corrente… Qui si parla di libertà di informazione signori miei…non hanno imparato nulla dalla fine dei negozi di cd? Tirare la corda porta sempre alla stessa fine….

  3. Tecnicamente la mia posizione particolare è quella ben riassunta nelle pagine di Punto Informatico. Di fatto ho l’impressione che si stia tentando grossolanamente di raschiare il fondo del barile. Come per la musica ed i film scaricati dalla rete, anche per i trailers non ci sarebbe la possibilità di un controllo diffuso ed efficace, e soprattutto quella di un recupero reale dei crediti vantati. L’effetto, a mio modesto avviso, si ripercuoterebbe specialmente a discapito delle grosse testate, ma il resto della Rete al solito continuerebbe ad infischiarsene alla grande, e giustamente!
    Certamente emergerebbe il danno alla libertà di informazione, ma temo che per la SIAE si tratterebbe di un effetto meramente collaterale; perciò per il momento mi astengo dall’entrare nel merito di questo aspetto del problema, perchè ritengo non sia il vero obiettivo di questa stravagante mossa.

  4. VERGOGNA !!! VERGOGNA !!! VERGOGNA !!!

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