Sherlock Holmes (da Marianna D’Apolito LovesRdj)


Fine Ottocento,Londra Vittoriana-221B, Baker Street . Tra riti esoterici, corse contro il tempo e mirabolanti salvataggi; ritorna sul grande schermo, firmato Guy Ritchie, il più famoso detective della letteratura inglese: Sherlock Holmes. Questa volta a vestire i panni del cinico investigatore e del suo assistente/amico, il dottor John Watson, abbiamo Robert Downey,Jr. e Jude Law.
Per gli appassionati dei romanzi di Sir Arthur Conan Doyle (ndr. sofferente per una sorta di sviscerato amore/odio nei confronti della sua creazione più famosa) non mancano i punti sui quali discutere: il film non rispetta del tutto i canoni “Holmesiani”, ma è reso noto che, esso, è senza dubbio, la miglior pellicola ispirata a questo straordinario personaggio letterario. Gran parte del merito ricade su Downey ,Jr. che con il suo straordinario talento,le sue abilità nel Winch Kung Fu-altra caratteristica infusa al personaggio-, e la capacità di rendere suo ogni film sul quale “mette mano”, fa-amabilmente- dimenticare allo spettatore quanto egli non rispecchi le sembianze fisiche di Holmes, impose nei romanzi di Doyle; particolare che i precedenti film hanno rispettato ricavandone ben poco successo. Per fare da spalla all’investigatore, Jude Law, imprime al suo dottor Watson quella carica e quel dinamismo per le quali il suo personaggio non è mai stato così noto. Un mix vincente, dove per secondi ,a parlare, sono gli incassi.
Questa volta a fare da nemesi abbiamo Lord Blackwood, il quale viene consegnato a Scotland Yard e all’ispettore Lestrade per mano di Holmes e Watson, successivamente giustiziato alla forca, davanti agli occhi del dottore, egli ritornerà dall’oltretomba suscitando l’interesse del detective che si ritroverà ad affrontare una nuova –interessante- avventura. Vediamo poi apparire in scena la conturbante Irene Adler,donna capace di dar del filo da torcere anche ad una mente superiore come quella di Sherlock Holmes; e a Mary Morstan: futura moglie di Watson, che sembra quasi suscitare in Holmes gelosie e risentimenti. Tra un susseguirsi di strabilianti intuizioni-letteralmente “Holmesiane” ,trepidazione, morti reali e apparenti, “ritorni in scena” e sotterfugi, si spiana la strada ad un finale leggero, che lascia ben intendere l’intenzione di non voler essere un ‘addio’ (nda. Mancano meno di due mesi all’uscita del sequel nelle sale di mezzo mondo e già è stato confermato un terzo capitolo).
Questo terreno fertile sul quale si sviluppano le avventure di Sherlock Holmes e John Watson è ritratto in un film ben realizzato, piacevole, sagace, curato nei minimi dettagli dalla mano del regista,e dal ritmo incalzante. Manca –forse- una spuntone di arditezza, il tutto però compensato dal grande consenso del pubblico e dalle imbeccabili performance del cast.

Secondo al box office Statunitense nel 2009 (primo ‘’AVATAR’’), si guadagna due candidature agli Oscar, e due ai Golden Globe: una delle quali viene vinta da Robert Downey ,Jr. nella categoria ‘Miglior Attore protagonista in una commedia’.

Per citare una frase del nostro amato detective:”Se non si dispone di nessun elemento è un errore enorme teorizzare a vuoto.”
Quindi fidatevi di Holmes -se non avete ancora visto il film,non potete giudicare- e godetevi questa bella,fresca e coinvolgente pellicola. Io ve la consiglio vivamente.

Pubblicato il 30/10/2011, in Recensioni con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. A dire il vero la versione di Guy Ritchie è, a mio giudizio, quanto di più lontano dallo spirito Holmesiano si sia mai potuto vedere. L’operazione si potrebbe paragonare a quella della firma di una rockstar apposta su di una borsetta per assicurare a questa un mercato più ampio. Insomma, sarebbe stato meglio inventarsi il nome di un personaggio nuovo, fantastico, per dare a questa pellicola molta più credibilità, e invece si è utilizzato invano il brand di un mito della letteratura che nulla invece aggiunge a un prodotto con cui ha ben poco a che spartire.
    Dispiace che in nome della spettacolarizzazione a tutti i costi si sia voluto fare un aggiornamento, all’insegna degli effetti speciali, del filone “Sherlock Holmes”, snaturandone i contenuti classici. Quando si ricorre all’occultismo, a morti che resuscitano, ad inedite arti orientali più o meno marziali, a sfide di boxe e ad eventi catastrofici innaturali, più che del classico di Sir Conan Doyle converrebbe piuttosto parlare di fantascienza. Per intenderci, se una rivisitazione di questo tipo, alla luce delle nuove straordinarie tecniche cinematografiche, viene fatta su King Kong o sull’Uomo Ragno, la missione appare più che plausibile, auspicabile. Se lo si fa su Sherlock Holmes, o sui tre moschettieri alle prese coi galeoni volanti, il risultato è semplicemente aberrante!
    E altrettanto, sempre a mio modestissimo parere, si deve dire della scelta degli attori per i personaggi dell’investigatore e del suo aiutante: se Law pur risulta divertente e minimamente convincente nei panni di Watson, Downey Jr. non ha nulla a che vedere con Holmes. Un minimo di saggezza nel casting avrebbe suggerito quanto meno di invertire i ruoli. E le tortuose vicende che hanno portato all’individuazione dei due interpreti la dice lunga sulla (in)congruità delle scelte finali.
    Questo a prescindere dalle capacità interpretative dei due attori, che la loro parte la fanno fino in fondo e con la bravura che tutti gli riconosciamo, tanto che Downey è stato addirittura premiato (e a quanti capita nella vita di essere premiati per un personaggio inadatto???).
    Guy Ritchie imbottisce con mestiere le sue riprese di ritmo e adrenalina, ma si deve arrendere ai limiti di una sceneggiatura macchinosa e a tratti cervellotica, che non consente allo spettatore di godere delle brillanti intuizioni dell’investigatore e lo costringe piuttosto ad accettarle a scatola chiusa.
    Ripeto, se avessero usato un nome di fantasia, se avessero creato un nuovo personaggio, probabilmente le conclusioni sarebbero state diverse, certamente più morbide. Se si parla di “Sherlock Holmes” allora tocca dire che così come è stato realizzato il film è sbagliato.
    Ci tocca sperare, magari, che con l’apparizione di Moriarty nei sequel si possa raddrizzare un pò il tiro, ma l’inversione dei ruoli di cui sopra?… Quella si che sarebbe un vero colpo di scena!!
    Film noioso, che non decolla mai. Da vedere solo se siete fans accaniti di Downey Jr., Law o Ritchie, e giusto per dovere di completezza. Voto 5,5.

  2. Marianna, perdona se il dovere di ospitalità in questo caso ha ceduto il passo a una forse eccessiva franchezza. Anche da parte mia un caloroso benvenuto!! Le idee e i pareri più disparati sono sempre ben accetti da queste parti, perciò non esitare a proporci altri titoli sui quali discutere, il Cinema anche a questo serve!!🙂🙂🙂

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