Paris, je T’Aime


L’amore per una città, descritto in venti episodi – della durata di cinque, sei minuti ciascuno – diretti da altrettanti registi, fra cui spiccano Steve Buscemi e il nostro Sergio Castellitto. Ci avevano provato quarant’anni fa – con un notevole risultato – alcuni dei registi più accreditati della Nouvelle Vague, producendo Paris Vu par, una dichiarazione d’amore in sei atti che conquistò il pubblico internazionale. A distanza di quasi mezzo secolo ci riprovano venti registi (Joel e Ethan Coehn, Wes Crafen, Gerard Depardieu), mettendosi alla prova con una delle forme cinematografiche più complesse e macchinose: il cortometraggio.  Il Film collettivo ha riscosso molti applausi da parte di pubblico e critica. Piccola curiosità, ogni episodio racconta l’amore visto attraverso i diversi quartieri (arrondissement) che dividono la capitale francese, portando a termine un affresco romantico sulla città incantata che tanto piacerà al nostro pubblico. L’episodio “Parc Monceau” diretto da Alfonso Cuaron, inoltre, è girato in un unico piano sequenza. Un giro turistico verso l’amore.

” Love is in the air everywhere I look around
Love is in the air
Every sight and every sound… ”

“L’amore è nell’aria ovunque mi guardo intorno”

Premetto che non sono un amante dei film “Sdolcinati” o di quelli che parlano di un amore D.O.C, standardizzato per intenderci. Per questo motivo mi sento di straconsigliarvi questo film, lo reputo un capolavoro…e come tanti altri capolavori purtroppo ( o per fortuna)..non è mai arrivato in Italia se non con una versione sottotitolata. Per fortuna perchè, vedere questo film in lingua originale è un esperienza unica e credo che la stessa lingua francese attribuisca all’opera un estetica visiva e sonora unica.

Come dicevo prima non amo i film “sdolcinati” e questo film non lo è per niente nonostante parli sempre e solo d’amore; Un amore che come un soffio di vento vaga per gli arrondissement francesi assumendo sempre una sfumatura diversa, un sapore un odore diverso come diversa è la situazione che di volta in volta ci troveremo ad osservare. Ho visto recentemente questo film ed ho apprezzato ogni singolo istante della pellicola anche se ovviamente, essendo il film composto da 20 cortometreggi, alcuni li ho preferiti ad altri.

Non solo vi invito alla visione di questo film ma mi farebbe piacere sapere quale, dei 20 corti, è il vostro preferito.

Buona visione

Pubblicato il 03/11/2011, in Recensioni con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Interessante il connubio di nomi di registi da me altamente apprezzati. Sinceramente mi era sfuggito questo film a episodi, grazie del memento, me lo segno al volo!

  2. Idem! Ne rimango follemente incuriosito. Grande Alèx!!😀

  3. Grande Alèx, grande recensione e grande film, almeno da 9. Già Parigi è una città che amo moltissimo e in cui mi piacerebbe tornare più spesso e così quando ho sentito parlare di questa pellicola a Cannes non ho aspettato molto a comprarne il dvd. L’eccellenza assoluta non posso attribuirla proprio perchè gli episodi non sono tutti perfetti, ma nell’insieme il tableau ha un bel mix di personaggi, storie e colori, che permettono di scoprire numerosi angoli nascosti della Ville Lumiere senza (s)cadere nel barattolo di zucchero, come giustamente hai scritto. Difficile scegliere un solo segmento tra i miei preferiti, quindi ne dirò 3: quello diretto da T. Tykwer con N. Portman (faubourg Saint-Denis), quello dei fratelli Coen con S. Buscemi (Tuileries) e quello di A. Payne con M. Martindale (14eme arrondissement). Quindi ve lo consiglio assolutamente anche io!

  4. Alex non ci crederai mai ma appena ho visto il segmento con la Portman ho subito pensato: ” Qui Alex sarebbe impazzito” eheheheheheh, devo dire che questo film è stato un piacevole incontro, quasi casuale. Stavo spulciando la filmografia di Sylvain Chomet (Appuntamento a Belleville, L’illusionista) e ti trovo questa chicca. Infatti ho apprezzato in particolare il corto di Chomet col suo mimo innamorato fra gli altri poi quello dei fratelli Coen con Buscemi e un altro che ho trovato molto toccante, quello di Oliver Schmitz regista del quale vorrei vedere altro…per il momento non ho trovato nulla purtroppo😦
    Piccola curiosità, ma l’attore del corto di Gus Van Sant, un altro dei miei preferiti, non è l’attore di “Hannibal lecter le origini del male”??

  5. Sì sì, è vero, è proprio lui: non ho visto “H. Lecter…” ma, guardando il trailer, l’ho riconosciuto subito. Lo devo aver visto in qualche altro film, probabilmente sempre francese, ma dovrei verificare. Giusto, anche quello dei mimi, se non sbaglio era quello con la Moreau di “Mammuth”, molto carino. Di Chomet devo assolutamente vedere “L’illusionista”, mi è sfuggito in sala ma il trailer è delizioso; ed ho letto e sentito solo commenti ultra positivi. Ciao!

  6. Parlando de “L’illusionista” ti consiglio di guardarlo assolutamente e una volta visto, sentirai il bisogno fisiologico di conoscere Jacques Tatischeff…metterò qualche suo film fra poco. L’illusionista appunto è nato come omaggio a Tatischeff grazie all incontro della figlia con Chomet.

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