Il segreto dei suoi occhi


Uno dei più bei film in assoluto dello scorso anno, tra i primi tre nella mia personalissima classifica. Procede efficacemente su un doppio binario, sullo sfondo dell’Argentina di metà anni ’70 alle soglie del tragico regime militare, riuscendo ad andare ripetutamente a bersaglio. “Il segreto dei suoi occhi” è anzitutto una provocazione socio-criminologica, di portata magari meno conturbante ma certamente non meno pesante di quella avanzata da Kubrick con la su “Arancia Meccanica” sul finire degli anni ’60. Il tema proposto è quello della reale portata della Giustizia, della sua fallibilità e del valore della pena. L’assunto è quello propugnato dai vari “Giustiziere della notte” e “Ispettore Callaghan”, e cioè la possibilità, e forse l’opportunità, che in certi casi si possa e/o si debba far spazio una Giustizia privata, l’unica in grado di ristabilire un certo ordine all’interno di vite piegate. Provocazione rilanciata nello stesso 2010 (in realtà entrambi sono del 2009, ma arrivati tardi dalle nostre parti) da un altro film di discreto successo, lo statunitense “Law Abiding Citizen” (“Giustizia Privata”, appunto, in Italia), frutto però di una produzione con l’occhio rivolto anzitutto al botteghino.
Il tema è sviluppato in maniera sorprendente, spiazzante, affascinante, tanto che son rimasto male solo perché il film era finito. E di pari passo è sviluppata l’appassionante storia di un amore mancato, come la Giustizia, ma, a dispetto di quest’ultima, recuperato in extremis; o forse entrambi ugualmente riacciuffati per i capelli in virtù di un denominatore comune forte come la Passione, anche se con finalità opposte.
Il miscuglio è silenziosamente esplosivo, ed efficace. Se al termine della visione avete avvertito la sensazione di una forte implosione all’interno del vostro cuore, il film avrà raggiunto il suo obiettivo. E sono sicuro che così è stato.
Merito anzitutto del regista Campanella, che ricompone per il cinema il romanzo di Eduardo Sacheri (la sceneggiatura è scritta a quattro mani dai due), che invece a mio giudizio pecca di dispersione e frammentarietà soprattutto nella sua parte centrale. E delle fenomenali interpretazioni di quello che è ritenuto unanimemente essere il miglior attore argentino vivente, Ricardo Darín, e della bellissima quanto brava Soledad Villamil, nonchè di un caratterista di notevole livello quale Guillermo Francella (l’amico Pablo Sandoval, interpretazione emozionante la sua) e dell’imperturbabile Pablo Rago (Ricardo Morales).
Con nota di merito particolare per il trucco, in grado di garantire uguale fascino ai due protagonisti principali da giovani come da anziani pensionandi.
Film da vedere assolutamente, strameritato l’Oscar quale miglior film straniero. Voto: 9.

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Pubblicato il 17/11/2011, in Recensioni con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 9 commenti.

  1. Caspita…Ti è piaciuto proprio 🙂 non posso che seguire il tuo consiglio, lo guarderò il prima possibile, non vedo l’ora!!!

  2. Mi hai messo una curiosità incredibile io lo conoscevo solo di nome e gli oscar di certo non li regalano non vedo l ora di vederlo grazie mille davvero!!!!!!

  3. Parlando del film, l’ho visto, consigliatomi da una cara amica (Anna Maria Amorelli) che spero avrà il piacere di gioire di fronte alla tua scelta e condividerne il suo pensiero.
    Parentesi: nonostante la tentazione non ho mai noleggiato un film da Blockbuster, ma se chi ci lavora dentro è così spicciolo, ‘namo bene! 😉 Scherzo, dai…cmq
    Sicuramente chi si aspetta qualcosa alla Old Boy è da avvisare, ma non dicendogli che è lento. Il ritmo è adeguato, a parer mio, sono i temi che non sono certo nuovi e qualche volta il gioco delle coincidenze è un pò scoperto ma il film sa evocare bene l’atmosfera burocratica e corrotta del tribunale. Inoltre l’ispettore alla Marlowe (riferendomi a quello di Robert Mitchum, non a quello di Bogart) interpretato da Ricardo Darín (che già avevo apprezzato in XXY) mi è piaciuto parecchio! E il finale si fa ricordare!

  4. Il segreto dei suoi occhi….che film emozionante. “Lento” credo che questa sia la parola chiave. Lento non nel ritmo che come giustamente dice Barbara è adeguato, lento nel gestire un crescendo di emozioni che via via vanno strutturandosi durante tutto il film. Questo secondo me è un film che trae la sua forza proprio dal ritmo con cui si svolge, non pecca di ” virtuosismi amorosi” effetti speciali al posto giusto seppur lontani dalla realtà, è ciò che racconta, una storia d’amore (più di una a dire il vero) ma anche una storia di morte.

  5. “ …dovresti vedere i suoi occhi…Sono in uno stato di amor puro. Lei s’immagina cosa dev’essere un amore cosi, privo del logorio del quotidiano, della routine? “

    Si parlava di Oldboy…bhè intanto direi che i due film sono molto diversi come stile, ovviamente ma non cosi lontani nei contenuti. In entrambi si parla di un amore che va oltre ogni limite imposto anche se ( mi riferisco al film in questione) e la morte stessa ad imporre il suo volere. Concordo con Valentina, il film scorre senza fretta, sa dove vuole arrivare e come….intanto però, lascia allo spettatore la possibilità di immaginare un finale possibile o auspicabile. Un storia d’amore delicata, rispettosa dello spazio e del tempo. Una storia d’amore reale che come spesso accade ha bisogno di una spinta per spiccare il volo…

    “…era un’altra vita. E’ andata, non chiedere, non pensare. Non era un’altra vita, era questa, è questa….come si fa a vivere una vita vuota? Come si fa a vivere una vita piena di…niente? ”

  6. Ottima recensione al pari dei commenti che sono seguiti. Anche io mi unisco all’entusiasmo per questa pellicola: capita in effetti sempre più spesso che i film vincitori dell’Oscar straniero siano (da noi) poco pubblicizzati perchè non erano i candidati più probabili alla vittoria (questo e “Departures” sono due degli esempi più lampanti): poi però ti ipnotizzano. Ma quale lento (o almeno nel senso inteso dalla maggioranza), un’opera appassionata che ti tiene lì fino alla fine senza che ci si accorga della (non breve) durata. Girato e recitato magnificamente (con una menzione speciale allo splendido piano sequenza allo stadio). Ciao

  7. l ‘ho appena visto.. Wow! mi sento di ringraziarvi per avermelo suggerito! è bellissimo!!! Mi è rimasta impressa la frase di Morales :

    WOW! meraviglioso! uno di quei film che ti ipnotizza davvero!!!

  8. OPS! perdonatemi, mi sono accorta solo adesso che, chissà come, la frase s è cancellata! o.O
    la frase era: “se continui a tornare sul passato, finirai con mille passati e nessun futuro.” 🙂

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