Pelham 123 – Ostaggi in Metropolitana


“Tutti dobbiamo una morte a Dio”

(Bernard Ryder/John Travolta)

Declassato per illecito a smistare treni in una stazione della metropolitana di New York, l’ex dirigente in attesa di giudizio Walter Garber (Denzel Washington) diventa suo malgrado negoziatore ideale del misterioso e determinato Bernard Ryder (John Travolta), che tiene in ostaggio diciotto persone sul locomotore di un treno partito da Pelham e minaccia di ucciderle tutte se entro un’ora non avrà dal sindaco (James Gandolfini)  dieci milioni di dollari.
La bella sceneggiatura di Brian Helgeland adatta liberamente, e aggiornandolo tecnologicamente ai tempi, il romanzo omonimo scritto da Morton Freedgood con lo pseudonimo di John Godey, e già portato sullo schermo col titolo Il colpo della Metropolitana nel 1974 e nel 1998. Usa lo spazio buio dei tunnel della subway per tornare a riflettere in metafora sulle ferite ancora aperte della New York post 11: la crisi economica che spinge alla follia, il relativismo dei concetti di giusto e sbagliato, le colpe dei politici, il clima di paranoia collettiva. La prima parte, concentrata sul duello verbale tra i due protagonisti, è ad alta tensione e lo stile rende un notevole senso di claustrofobia; l’epilogo, più canonicamente spettacolare e en plein air, funziona meno. Ma Washington è esemplarmente hollywoodiano nel rendere l’impotenza del suo antieroe, e Travolta esprime una sofferenza psicologica e fisica straordinaria, purtroppo dettata anche da drammi personali: il figlio malato è morto (a causa dei consigli sbagliati della chiesa di Scientology di cui era adepto) durante la lavorazione del film.

Pubblicato il 28/11/2011, in Recensioni con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Brutta storia quella del figlio di Travolta, la cosa assurda è che dopo l’accaduto non ha abbandonato scientology, triste davvero. Il film l’ho visto tempo fa e l’ho trovato gradevole, non un capolavoro. Sarà che una coppia del genere, quando si incontra nello stesso film, produce un alchimia vincente ma ho trovato il film abbastanza lineare. Il caro Denzel non è certamente un Bruce Willis che avrei visto un po più adatto al ruolo, alla fine rimane troppo composto😄. Film carino

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