“1921 – Il mistero di Rookford”, di Nick Murphy (2011)


La Prima Guerra Mondiale ha comportato un ingente numero di caduti, decimando intere famiglie. Terminato il conflitto, anche in Inghilterra il dolore dei familiari superstiti ha cercato consolazione in un sempre maggior ricorso allo spiritismo, incorrendo fatalmente nelle speculazioni dei soliti approfittatori. A paladina della lotta verso tali spietati lucratori si erge, a supporto della religione e con il conforto della scienza, la giovane scrittrice Florence Cathcart (Rebecca Hall), che ha deciso di dedicare, finanche allo sfinimento, la propria esistenza allo smascheramento di quelle ignobili truffe.

Sebbene provata dalle numerose investigazioni, decide di accettare l’incarico propostole da Robert Mallory (Dominic West), reduce di guerra sopravvissuto ai suoi compagni d’arme e ora docente presso il collegio di Rookford, nella campagna inglese, dove l’asserita presenza del fantasma di un bambino sta seminando il terrore tra i giovanissimi studenti. Con l’ausilio dei mezzi tecnologici e investigativi di cui dispone, Florence sembra risolvere l’enigma e riportare la serenità nel giro di pochi giorni. Dovrà invece fare i conti con le proprie convinzioni e con una realtà non conforme alle apparenze.

Il regista Nick Murphy, al suo esordio sul grande schermo, realizza con sorprendente perizia una classica storia di fantasmi in bilico tra horror, mistero e psicologia, ricorrendo ai più noti strumenti del genere e combinandoli in maniera da fabbricare efficacemente il brivido, l’attesa, le inquietudini interiori dei personaggi. Incontrano favorevolmente il gusto di chi scrive, dunque, l’uso equilibrato degli effetti sonori, le riprese in chiaro-scuro in perfetto stile gotico, la colonna sonora minimale ma enfatica al punto giusto, il ricorso al doppio gioco, ai caratteri inquietanti, agli intensi primissimi piani retti magistralmente dagli interpreti. E scrive una sceneggiatura, a quattro mani con Stephen Volk, ricca di ammiccamenti a classici anche recenti del mistero, quali “The Others”, “L’uomo senza sonno”, “23”, che se pur articolata in maniera più complessa di quanto sembri (lo si realizza meglio alla fine del film, e questo è un pregio),  regge alla grande per tre quarti dell’opera, stirandosi un po’ troppo in un finale caratterizzato da un sottile ma percettibile cambio di registro, e che, nel confrontarsi con il sopranaturale, se certamente spiazza, forse finisce con lo spiegare un po’ troppo e rischia di frammentare la linearità della suspense.

Senza inventare nulla di nuovo, Murphy ci lascia un film in grado di regalarci antichi brividi e discrete soddisfazioni intellettive, cosa decisamente rara ai giorni nostri. A dire il vero, resta la fame di una rinnovata visione, per poterne valutare e apprezzare meglio la struttura alla luce delle corrette chiavi di lettura (a proposito, il titolo originale, “The Awakening”, si fa leggermente preferire in questo senso) rivelate in poche e succinte, quanto spiazzanti riprese. L’effetto, per intenderci, ma senza voler approfondire il paragone, è un po’ quello de “Il sesto senso”.😉

Ottima l’interpretazione di Rebecca Hall, assoluta protagonista dell’opera, capace di catalizzare le attenzioni e indirizzare le emozioni dello spettatore con una gestualità degna del miglior teatro britannico, e una misurata mimica facciale tale da esaltare i già citati primissimi piani di Murphy: brava e bella.

Quanto a capacità recitativa, non c’erano dubbi sul fatto di ritrovare in Dominic West (visto all’opera di recente anche nel secondo episodio di “Johnny English” con perfetto aplomb da agente segreto) quanto di buono produce da sempre la scuola teatrale d’oltremanica. Inutile poi soffermarsi su Imelda Staunton, “Mrs. Drake” non è capace di deludere.

Voto: 7,5. Da rivedere, ma per mero piacere.

Pubblicato il 11/12/2011, in Recensioni con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Buon film, e non è un “Mistero” che Pasquale scriva molto bene: quindi ho preferito leggere la tua recensione che redigere la mia (anche perchè sul genere horror sono poco preparato). Sottoscrivo un po’ tutto di ciò che hai scritto, una pellicola curata anche nei più piccoli dettagli. Ed è vero, anche io ho pensato, sotto qualche aspetto, a “Il sesto senso” e “Tho others”, pur rimanendo esempi, almeno per il sottoscritto, inarrivabili. La suspence e i brividi non mancano (grande idea inserire il modellino dell’edificio, e la scena della Hall che guarda attraverso le finestrine è davvero tesa), peccato un po’ per l’ultima parte (cosa in cui i due film citati precedentemente erano strepitosi). Poi amo particolarmente quando a metà pellicola c’è una prima (apparente) soluzione. Ottimo cast.

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