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Le Iene


“Fate Mezzogiorno di fuoco in una gioielleria e vi sorprendete perché arrivano gli sbirri?” (Eddie)

Dopo una sanguinosa rapina andata male, i superstiti – tra i quali un poliziotto infiltrato (Tim Roth) – si incontrano in un capannone. Uno di loro, uno psicopatico omicida (Michael Madsen), ha preso in ostaggio un poliziotto.
Un’intelligente struttura a puzzle, in cui una volta tanto i flashback non sono esornativi, con una messa in scena teatrale e stilizzata: l’esordiente Tarantino (che si riserva la parte di “Marrone”, perché per non rilevare la propria identità tutti si chiamano con nomi di colori) aggiorna con l’humour nerissimHo la classica struttura da tragedia elisabettiana in cui si sa che tutti devono morire. Violenza quasi insostenibile, ma un rigore morale della visione ormai raro nell’epoca di Basic Instinct. Attori perfetti (Keitel è anche produttore), e dialoghi da antologia, specie i pezzi iniziali sull’interpretazione di “Like A Virgin” di Madonna e sulle mance. Monte Hellman è uno dei produttori esecutivi. Rieditato col titolo Cani da Rapina.

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