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The Prestige


Nella Londra vittoriana, il prestigiatore Alfred Borden (Christian Bale) è condannato a morte per l’omicidio del collega Robert Angier (Hugh Jackman): il loro odio risaliva a quando Borden si era reso responsabile della morte della moglie (Piper Perabo) di Angier in un numero illusionistico particolarmente rischioso. E la loro rivalità, oltre che dal desiderio di vendetta, era stata alimentata dalla ricerca di trucchi sempre più sorprendenti: finchè, con l’aiuto dell’inventore Nikola Tesla (David Bowie), Angier aveva escogitato un trucco capace di spiazzare anche Borden. Nolan adatta con il fratello Jonathan il romanzo di Christopher Priest e concepisce l’intero film come un complesso gioco di prestigio, in cui lo spettatore ha spesso la verità sotto gli occhi ma non è disposto a vederla. Il puzzle di flashback e di colpi di scena è vertiginoso, ma non è solo un passatempo: dietro le meraviglie agghiaccianti, c’è una riflessione su ciò che si è disposti a sacrificare (i sentimenti, il rispetto della vita) in nome dell’ambizione e dell’eccellenza artistica. E l’ambientazione retro aggiunge precisi risvolti sociali: Angier è un dandy, Borden non riesce a cancellare le proprie origini proletarie. Un grande spettacolo messo in scena sontuosamente, che è bello vedere due volte e più. Cast perfetto: Caine ruba la scena nella parte dell’ingegnere dei trucchi Cutter. Musiche di David Julyan. I consulenti per i trucchi si ripresenteranno in The Illusionist.

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