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Le Conseguenze dell’Amore


Contabile della mafia, da dieci anni in Svizzera per riciclare denaro sporco, Titta Di Girolamo (Toni Servillo) si innamora della barista (Olivia Magnani) dell’hotel in cui risiede, e per regalarle un’auto usa soldi non suoi. Quando due killer cercano di derubarlo, lui fa sparire l’ingente refurtiva: ma il mancato incontro con la ragazza (per pura fatalità) lo spinge ad accettare passivamente la punizione dei suoi “datori di lavoro”.
Storia di una ribellione al potere che diventa riscatto morale: inizia come un’avventura sentimentale (“Non sottovalutare le conseguenze dell’amore”, scrive su un foglietto il protagonista), ma prosegue con l’ostinazione delle decisioni estreme, prese da una persona che per sentirsi viva non può far altro che morire. Sorrentino (autore anche della sceneggiatura) cambia genere e stile dopo l’esordio con L’Uomo In Più : gioca di sottrazione per descrivere la “prigione senza sbarre” in cui è costretto Titta (metodico sia nel giocare a carte con gli ex proprietari dell’albergo sia nell’iniettarsi ogni mercoledì mattina 10 milligrammi di eroina), e alterna morbidi movimenti di macchina a un montaggio sincopato (di Giogiò Franchini) per descrivere un mondo nel quale anche il fumo della sigaretta sembra sotto controllo, ma dove tutto alla fine esplode. Anche se un eccesso di didascalico espressionismo (il processo mafioso) e di poeticismo (l’amico che lavora in montagna) appesantiscono un pò troppo il finale. Belle musiche di Pasquale Catalano. Olivia Magnani è la nipote di Anna. A sorpresa, cinque David: miglior film, regia, sceneggiatura, attore protagonista e fotografia (Luca Bigazzi).

Kill Bill – Vol. 2


« Ho ucciso tante persone per arrivare fin qui. Ma ne devo uccidere ancora una. L’ultima. Quella da cui sto andando ora: la sola rimasta in vita. E quando sarò arrivata a destinazione, io ucciderò BILL. »
(La Sposa nei titoli di testa)

Black Mamba (Uma Thurman), ribattezzata “La Sposa”/Beatrix Kido, uccide Budd (Michael Madsen), il fratello di Bill (David Carradine), e deve uccidere anche la spietata Elle Driver (Daryl Hannah). Ma quando, per completare la sua vendetta arriva a Bill, troverà un’inaspettata sorpresa.
Il secondo capitolo è molto diverso dal primo: rallentato, fittamente dialogato, con l’ambizione di fare con la mitologia del noir ciò che Leone aveva fatto col western. Ma il dialogo più brillante (quello sulla vera natura di Superman) è preso da Jules Feiffer: e Tarantino continua a giocare con i generi e le citazioni.
Liu è Johnny Mo nel primo episodio e il maestro Pai Mei nel secondo.
Parks, lo sceriffo McGraw, qui è anche Esteban.

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