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Percy Jackson E gli Dei dell’Olimpo – Il Ladro di Fulmini


Semidio inconsapevole, frutto dell’atavico vizietto degli déi di flirtare con le mortali, il giovane dislessico Percy Jackson (Logan Lerman) scopre di essere figlio di Poseidone (Kevin McKidd) e di possedere straordinari poteri acquatici, ma una Furia lo accusa di avere rubato la folgore di Zeus (Sean Bean). Protetto e addestrato dal centauro Chirone (Pierce Brosnan), cercherà di scoprire il vero responsabile e ripercorrerà tappe mitologiche cruciali, come la battaglia con Medusa (Uma Thurman) o con l’Idra dalle sette teste, prima di incontrare il suo divino padre.
Scritto da Graig Titley adattando il primo libro omonimo della serie creata da Rick Riordan, un solido e divertente action movie vecchia maniera. Paga un ovvio tributo al fantasy di formazione stile Harry Potter, ma usa i copiosi effetti digitali per ricreare l’atmosfera rétro delle animazioni in stop-motion di Ray Harryhausen, più che inseguire la modernità. Impreziosito da un cast funzionale in cui spicca la divertita Uma con chioma serpentina. Tiepido il successo di pubblico globale, che ha bloccato i propositi iniziali di realizzarne dei seguiti.

Kill Bill – Vol. 2


« Ho ucciso tante persone per arrivare fin qui. Ma ne devo uccidere ancora una. L’ultima. Quella da cui sto andando ora: la sola rimasta in vita. E quando sarò arrivata a destinazione, io ucciderò BILL. »
(La Sposa nei titoli di testa)

Black Mamba (Uma Thurman), ribattezzata “La Sposa”/Beatrix Kido, uccide Budd (Michael Madsen), il fratello di Bill (David Carradine), e deve uccidere anche la spietata Elle Driver (Daryl Hannah). Ma quando, per completare la sua vendetta arriva a Bill, troverà un’inaspettata sorpresa.
Il secondo capitolo è molto diverso dal primo: rallentato, fittamente dialogato, con l’ambizione di fare con la mitologia del noir ciò che Leone aveva fatto col western. Ma il dialogo più brillante (quello sulla vera natura di Superman) è preso da Jules Feiffer: e Tarantino continua a giocare con i generi e le citazioni.
Liu è Johnny Mo nel primo episodio e il maestro Pai Mei nel secondo.
Parks, lo sceriffo McGraw, qui è anche Esteban.

Kill Bill – Vol. 1


« La vendetta è un piatto da servire freddo. »
(Vecchio proverbio Klingon)

L’ex componente di una squadra di killer nota come Black Mamba (Uma Thurman) esce da quattro anni di coma e si vendica degli ex colleghi che  – su ordine di Bill (David Carradine), suo  ex amante e boss – hanno fatto una strage il giorno delle sue nozze. Le prime della lista sono Vernita Green (Viviva A. Fox), diventata una madre di famiglia, e O-Ren Ishii (Lucy Lui), ora boss della mala di Tokyo.
Il ritorno di Tarantino dopo sei anni è stato spezzato in due parti. Nella prima, il regista-sceneggiatore rinuncia quasi per intero ai dialoghi che dei suoi film erano il punto di forza, e costruisce un canovaccio sul classico tema della vendetta: un pretesto per accumulare una serie infinita di citazioni tra Oriente e Occidente (Shaw Brothers e kung fu hongkonghese, yakuza e samurai giapponesi, spaghetti western, blaxploitation, horror demenziale). Cinema che si nutre di cinema.
L’episodio di O-Ren è realizzato come un cartoon splatter dalla nipponica Production I. G.
In colonna sonora, un collage di Bacalov, Morricone, Herrmann, Nancy Sinatra e musiche originali di The RZA! Divenuta famosa in tutto il mondo ed immortale.
Esiste anche una versione che riunisce i due volumi, finora inedita in Italia, più esplicita quanto a violenza.

Pulp Fiction


“Ezechiele 25.17: “il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te.” Ora, sono anni che dico questa cazzata, e se la sentivi significava che eri fatto. Non mi sono mai chiesto cosa volesse dire, pensavo che fosse una stronzata da dire a sangue freddo a un figlio di puttana prima di sparargli. Ma stamattina ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere. Vedi, adesso penso, magari vuol dire che tu sei l’uomo malvagio e io sono l’uomo timorato, e il signor 9mm, qui, lui è il pastore che protegge il mio timorato sedere nella valle delle tenebre. O può voler dire che tu sei l’uomo timorato, e io sono il pastore, ed è il mondo ad essere malvagio ed egoista, forse. Questo mi piacerebbe. Ma questa cosa non è la verità. La verità è che TU sei il debole, e io sono la tirannia degli uomini malvagi. Ma ci sto provando, Ringo, ci sto provando, con grande fatica, a diventare il pastore.”
(Jules Winnfield/Samuel L. Jackson)

Una serie di storie che si intersecano a Los Angeles: 1) due balordi (Tim Roth e Amanda Plummer) stanno per fare una rapina in una tavola calda. 2) Due killer spietati , Vincent Vega (John Travolta) e Jules Winnfield (Samuel L. Jackson) recuperano una misteriosa valigetta, puliscono la loro macchina sporca di sangue con l’aiuto di Wolf (Harvey Keitel), e finiscono proprio nel locale dove i due balordi fanno la rapina. 3) Vincent porta a ballare Mia (Uma Thurman), la moglie del capo Marsellus Wallace (Ving Rhames): ci finirà a letto? 4) Il pugile Butch (Bruce Willis), anziché andare a terra in un incontro truccato, uccide il suo avversario e tenta di fuggire da Marsellus: ma finisce assieme a lui nella tana di due assassini sadici.
“Pulp fiction” significa narrativa da quattro soldi, a base di sesso e violenza: ma Tarantino, da cinefilo che ama le citazioni, non prende nulla sul serio, e sdrammatizza le situazioni più truci con un umorismo ghignante a volte irresistibile. Un perfetto gioco d’incastri, dialoghi paradossali (il copione è di Tarantino con la collaborazione di Roger Avary per il soggetto), una buona direzione d’attori (Travolta e Jackson forse su tutti). La fotografia è di Andrzej Sekula; Danny De Vito è uno dei produttori esecutivi. Tarantino interpreta Jimmie, Pam Grier la sua fidanzata e Steve Buscemi è il sosia di Buddy Holly. Palma d’oro a Cannes nel 1994 e Oscar per la miglior sceneggiatura originale.

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